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LEGGE 2 dicembre 2016, n. 242

 

Disposizioni per la promozione della  coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa. (16G00258)

Vigente al: 14-1-2017

La  Camera  dei deputati  ed il Senato della  Repubblica hanno approvato;

la seguente legge:

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

Art. 1

Finalità

  1. La presente legge reca norme per il  sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa (Cannabis sativa L.), quale coltura in grado di  contribuire alla riduzione  dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del  consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità, nonche’  come coltura  da impiegare   quale possibile sostituto di colture eccedentarie e come coltura da rotazione.
  2. La presente legge si applica alle coltivazioni di  canapa delle varietà ammesse iscritte nel Catalogo comune  delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi dell’articolo 17 della  direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, le quali non  rientrano nell’ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti  e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.
  3. Il sostegno e la promozione riguardano la coltura  della canapa finalizzata:

a) alla coltivazione e alla trasformazione;

b) all’incentivazione  dell’impiego e del consumo  finale di semilavorati  di canapa provenienti  da filiere prioritariamente locali;

c) allo  sviluppo di   filiere territoriali   integrate che valorizzino i risultati della  ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale;

d) alla  produzione  di alimenti,  cosmetici, materie   prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di  diversi settori;

e) alla realizzazione di opere  di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca.

 

Art. 2

                   Liceità della coltivazione

 

  1. La coltivazione delle varietà di canapa di cui all’articolo  1, comma 2, e’ consentita senza necessità di autorizzazione.
  2. Dalla canapa  coltivata ai sensi  del comma 1 e’ possibile ottenere:

a) alimenti e  cosmetici prodotti  esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori;

b) semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, cippato,  oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali

di diversi settori, compreso quello energetico;

c) materiale destinato alla pratica del sovescio;

d) materiale organico destinato  ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia;

e) materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica  di siti inquinati;

f) coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonche’ di ricerca da parte di istituti pubblici o privati;

g) coltivazioni destinate al florovivaismo.

  1. L’uso della canapa come biomassa ai fini energetici di cui  alla lettera  b) del comma   2 e’ consentito   esclusivamente per l’autoproduzione energetica aziendale, nei limiti e  alle condizioni previste dall’allegato X alla parte quinta del decreto legislativo  3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.

 

Art. 3

                    Obblighi del coltivatore

 

  1. Il coltivatore ha l’obbligo della conservazione  dei cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici  mesi. Ha altresi’ l’obbligo di conservare  le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente.

 

Art. 4

                      Controlli e sanzioni

 

  1. Il Corpo forestale dello Stato e’  autorizzato a effettuare i necessari  controlli, compresi  i prelevamenti e le  analisi di laboratorio, sulle coltivazioni di canapa,  fatto salvo ogni altro tipo di controllo  da parte degli organi  di polizia giudiziaria eseguito su segnalazione e nel corso dello svolgimento  di attività giudiziarie.
  2. Il soggetto di cui al comma 1  svolge i controlli a campione secondo la percentuale annua prevista dalla vigente normativa europea e nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 1 e 2, del  decreto-legge  24 giugno 2014,   n. 91, convertito,   con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
  3. Nel  caso di campionamento  eseguito da parte del soggetto individuato  dal soggetto  di cui al comma  1, le modalità di prelevamento, conservazione e analisi  dei campioni provenienti da colture in pieno campo, ai fini della determinazione quantitativa del contenuto di tetraidrocannabinolo (THC)  delle varietà di canapa, sono quelle stabilite ai sensi della  vigente normativa dell’Unione europea e nazionale.
  4. Qualora gli addetti ai controlli, ai sensi del comma 1  reputino necessario effettuare i campionamenti  con prelievo della coltura, sono tenuti a eseguirli in presenza del coltivatore e a rilasciare un campione prelevato  in contraddittorio all’agricoltore  stesso per eventuali controverifiche.
  5. Qualora all’esito del controllo il contenuto complessivo di  THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 per cento ed  entro il limite dello 0,6 per cento, nessuna responsabilità e’ posta a carico dell’agricoltore che  ha rispettato le prescrizioni  di cui alla presente legge.
  6.  Gli esami  per il controllo  del contenuto di THC   delle coltivazioni devono sempre riferirsi a medie tra campioni di  piante, prelevati, conservati,  preparati e analizzati  secondo il metodo prescritto dalla vigente normativa dell’Unione europea e nazionale di recepimento.
  7. Il sequestro o  la distruzione delle  coltivazioni di canapa impiantate nel rispetto delle disposizioni stabilite  dalla presente legge  possono  essere disposti  dall’autorità giudiziaria   solo qualora, a seguito di un accertamento effettuato secondo il metodo di cui al comma 3, risulti che il contenuto di THC nella coltivazione e’ superiore allo 0,6 per cento. Nel caso di cui al  presente comma e’ esclusa la responsabilità dell’agricoltore.

 

Art. 5

                  Limiti di THC negli alimenti

 

  1. Con decreto del Ministro della salute,  da adottare entro sei mesi dalla data di entrata  in vigore della presente legge,  sono definiti i livelli massimi di residui di THC ammessi negli alimenti.

 

Art. 6

              Incentivi per la filiera della canapa

 

  1. Il Ministero delle politiche agricole  alimentari e forestali, compatibilmente con la normativa  europea in materia di aiuti di Stato, destina annualmente una  quota delle risorse disponibili  a valere sui piani nazionali di  settore di propria competenza,  nel limite massimo di 700.000 euro, per favorire il  miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa.
  2. Una quota delle risorse  iscritte annualmente nello stato  di previsione  del Ministero  delle politiche  agricole alimentari  e forestali, sulla base dell’autorizzazione di spesa di cui alla  legge 23 dicembre 1999, n. 499, puo’  essere destinata, con decreto  del Ministro  delle politiche  agricole alimentari  e forestali, al finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo per la produzione e i processi  di prima   trasformazione   della canapa, finalizzati prioritariamente  alla ricostituzione  del patrimonio genetico   e all’individuazione di corretti processi di meccanizzazione.

 

Art. 7

                   Riproduzione della semente

 

  1. Gli enti di ricerca pubblici, le università, le agenzie regionali per lo sviluppo e l’innovazione, anche stipulando protocolli o convenzioni con le associazioni culturali e i consorzi dedicati specificamente alla canapicoltura, possono riprodurre per un anno la semente acquistata certificata nell’anno precedente, utilizzandola per la realizzazione di piccole produzioni di carattere dimostrativo, sperimentale o culturale, previa comunicazione al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Art. 8

Sostegno  delle attività  di formazione, di  divulgazione e di innovazione

 

  1. Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, negli ambiti di rispettiva competenza, possono promuovere azioni di formazione in favore di coloro che operano nella filiera della canapa e diffondono, attraverso specifici canali informativi, la conoscenza delle proprietà della canapa e dei suoi utilizzi nel campo agronomico, agroindustriale, nutraceutico, della bioedilizia, della biocomponentistica e del confezionamento.

Art. 9

                     Tutela del consumatore

 

  1. Il Ministero delle politiche  agricole alimentari e forestali promuove il riconoscimento di un sistema di qualità alimentare per i prodotti derivati dalla canapa ai sensi dell’articolo  16, paragrafo 1, lettere b) o c), del regolamento (UE) n. 1305/2013 del  Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013.

 

Art. 10

               Clausola di invarianza finanziaria

 

  1.  All’attuazione  delle disposizioni  della presente legge  si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali  e finanziarie disponibili  a legislazione  vigente e, comunque,  senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà  inserita nella  Raccolta  ufficiale degli  atti normativi della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

 

Roma 2 dicembre 2016

MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

 

Sorgente: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario19/01/2017