A Roma la manifestazione #IoColtivo per la legalizzazione della cannabis

Si è svolta nella mattinata di ieri, 25 giugno, in Piazza Montecitorio la manifestazione #IoColtivo per chiedere la legalizzazione della cannabis. L’evento è stato promosso dalla campagna pubblica Meglio Legale, dall’Associazione Luca Coscioni e da 26 parlamentari, di cui 20 del Movimento 5 Stelle, tre del Partito Democratico e uno di Italia viva.

Nel corso del sit-in per chiedere il rispetto della sentenza della Corte di Cassazione, secondo cui non è reato far crescere nella propria abitazione piccole quantità di canapa, i politici Matteo Mantero, Caterina Licatini, Aldo Penna del M5S e Riccardo Magi di +Europa hanno portato in piazza alcune piante di cannabis, poi sequestrate dalle forze dell’ordine. L’attivista Matteo Mainardi è stato fermato dalle autorità per il medesimo gesto di disobbedienza civile e rilasciato dopo due ore con un verbale per violazioni dell’articolo 73 (produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope) e dell’articolo 650 (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità) del codice penale. Mainardi è membro dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatore della raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sulla legalizzazione della cannabis.

Durante la manifestazione si è dibattuto sul tema della legalizzazione e della sua necessità per la ripresa economica nazionale. A prendere la parola molti parlamentari, fra i quali Emma Bonino: “Penso che legalizzare la cannabis sia meglio che proibire. E legalizzare non vuol dire incentivare il consumo, ma far venire meno un apporto finanziario a chi specula sul proibizionismo. Legalizzare vuol dire mandare la mafia in bancarotta”. Secondo Antonella Soldo, coordinatrice di Meglio Legale: “In un momento di fragilità economica come quello che stiamo attraversando non possiamo permetterci di ignorare i benefici che la legalizzazione porterebbe al nostro Paese”. Una ricerca condotta dall’Università La Sapienza ha infatti stimato che si creerebbero, con la legalizzazione della cannabis, 350mila nuovi posti di lavoro e si genererebbero 10 miliardi di euro per le casse dello Stato.

La manifestazione è stata tenuta nel medesimo giorno della presentazione dell’undicesima edizione del Libro Bianco sulle droghe alla Camera dei deputati. Secondo questo documento la legge sulle droghe “continua a essere il principale veicolo di ingresso nel sistema della giustizia italiana e nelle carceri”. Difatti, come riportato nel libro, il 29,60% del totale degli ingressi in carcere nel 2019, 13.677 su 46.201, sono stati causati da imputazioni o condanne sulla base dell’art. 73 del Testo unico sugli stupefacenti. A questo si aggiungerebbe il continuo ingresso in carcere di persone tossicodipendenti, il 36,45% del totale nel 2019. Nel medesimo anno “le persone coinvolte in procedimenti penali pendenti per violazione dell’articolo 73 e 74 sono rispettivamente 175.788 e 42.067”. Con oltre 6 milioni di consumatori, in Italia la repressione delle droghe colpisce principalmente chi fa uso di cannabis: il 77,95% del totale delle segnalazioni, contro il 15,63% di quelle relative alla cocaina e il 4,62% all’eroina. “Dal 1990 sono state segnalate per possesso di sostanze stupefacenti ad uso personale 1.312.180 persone; di queste quasi un milione per derivati della cannabis”.

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